Veronica Bronzetti, fotografa e ritrattista riminese - la cui formazione nasce all’interno di una cultura editoriale e pubblicitaria in veste di Communication e Marketing Manager - è  attiva da circa trent’anni nel settore massmediatico. 

Artista a tutto tondo, attinge la propria originalità espressiva da eterogenee esperienze che la dissociano dal tradizionale input figurativo di stampo aziendale affiancando alla propria attività un lavoro personale rivolto alla ritrattistica e all’esplorazione del «genius loci» dell’ambiente, nell’interazione di luogo e identità culturale.

Ogni suo ritratto è il retaggio di un impegnativo studio preparatorio della scena, della composizione e di studiate gradazioni luministiche in un percorso che spesso dissolve le forme tramite una «scia dinamica» frutto di sovrimpressioni o lunghe esposizioni dove è possibile cogliere trasversalmente sia delle assonanze riconducibili alla tensione percettiva del movimento di Francesca Woodman e  Duane Michals, sia alla sensualità naturale di Man Ray.

Fotografa polivante, trova la sua espressione compiuta attraverso spunti relativi alla tecnica analogica e digitale - nonché dall’immediatezza della Polaroid - all’insegna di un impegno e creatività originariamente destinati alla realizzazione standardizzata di un prodotto di consumo, che abilmente recupera e trasferisce nella fase di sperimentazione, base di qualsiasi emancipazione artistica.

Tra le indagini di studio esaminate in una serie di iniziative, l’artista riminese propone un  ciclo di frammenti intitolato Ars Minima, che espone in varie personali e collettive, allestisce un luogo adibito ad attività di workshop e laboratori  con sede  Rimini chiamato Spazio Mimesi, e realizza il progetto Preesistenze, che la vede protagonista nella mostra “Sicilia Imago Mundi”, con un grande cartellone espositivo del Med Photo Fest 2019.

Capace di andare oltre i limiti della fashion photography  e delle superfici editoriali, l’artista riminese attinge alla profondità dell’io, tale da celebrare nella sua compiutezza un rapporto intimo di fotogrammi che sintetizzano un percorso sia visivo che psicologico dell’universo femminile in continua evoluzione.